Io sono siciliano, anche se dall'accento la gente mi scambia per un inglese di Oxford. Sono siciliano, e anche fiero di esserlo. Della mia terra accetto tutto, purchè se ne parli bene. E poi, basta con tutte queste storie, false, sulla mafia, sugli appalti truccati, sull'omertà: sono tutte cavolate, sono i giornalisti che inventano bugie! La Sicilia
, prima di parlarne, bisogna conoscerla: noi siamo diversi (non in quel senso, quacquaracquà: attento a te che ti faccio un bel paio di scarpe di cemento, ah!).
Volete un esempio? Ve lo faccio subito.
C'è gente che, per sentito dire, ha messo in giro questa storia della malasanità siciliana. BUGIE!
La verità è un'altra: le nostre malattie sono differenti dalle vostre, anzi alcune che per voi sono malattie, per noi sono normali.
Per esempio, l'Alzheimer. Bene, da noi ne esiste una forma benigna, nota come Alzheimer Sicilianus, che è altamente favorevole per raggiungere l'età adulta. Praticamente, noi siciliani ci dimentichiamo di tutto, tranne dei torti subiti.
Oppure, una malattia che qui da voi è di poco conto, da noi è mortale: la LOGORREA. Minchia, in Sicilia se ti ammali di logorrea dopo 3 giorni sei morto.
E la miopia? Che pensate, che se uno in Sicilia non vede sta male? Da noi gli oculisti, se vogliono lavorare, devono vendere occhiali che non ti fanno vedere.
Eh, poveracci.
Oh, sempre meglio dei dentisti. Io avevo un amico che voleva fare il dentista a tutti i costi, perché aveva un cugino, emigrato in Piemonte, che curando i denti era diventato ricchissimo,
E tutti noi amici, a dirgli continuamente: "Non lo fare, trovati un lavoro diverso, qualcosa che abbia un mercato", ma lui... Niente, cocciuto come un mulo.
"Salvo", mi diceva "ma tu lo vedi che qua si mangiano solo cassate, cannoli e granite di mandorle? Lo sai quante carie ci sono in giro da curare?"
Fatto sta che si è laureato, spendendoci pure un sacco di picciuli, e finalmente è tornato a casa con il tanto desiderato pezzo di carta.
Poi si è fatto dare tutte le licenze necessarie, in cambio di 500 voti per l'elezione del sindaco, e finalmente ha aperto lo studio. Ma già al primo cliente, ha capito che aveva sbagliato tutto. Lo fa sdraiare sul lettino, e gli fa: "Apra la bocca". E quello "Zh!" "Ma su, apra la bocca!" E quell'altro "Zh!". Insomma, quel giorno ha avuto un sacco di clienti, e non è riuscito a curarne nessuno. Bella scoperta che ha fatto: da noi non aprono la bocca davanti ai magistrati, figurati davanti a un medico!
Insomma, il siciliano più in salute di tutti è quello che non vede, non sente e non parla.
Ma non è finita: prendiamo per esempio un disturbo che da voi significa una cosa, e da noi un'altra. Come si chiama uno che fa la pipì a letto?
(voce dal pubblico, o presentatore: incontinente).
Bravo, incontinente. Minchia, ti vedo pratico.
Bene, un siciliano incontinente è semplicemente un un presentatore televisivo (a proposito, ciao Pippo, ciao Fiorello) o, per i più sfigati, uno che fa il comico.
Ah, poi c'è la storia delle malattie sessuali. La candida, la gonorrea...
Qui da voi, se uno si becca una malattia sessuale, si vergogna, si cura di nascosto, compra le medicine su internet pur di non farsi scoprire. Da noi, invece, succede una cosa straordinaria: si comincia a parlare, e questa volta senza paura. Si va in giro fieri, invidiati da tutti, e la gente che li vede passare ha un rispetto particolare nei confronti dello sciupafemmine. Anzi, c'è pure gente sanissima che, pur di guadagnare rispetto, fa finta di ammalarsi. Addirittura, ci sono medici compiacenti che rilasciano falsi certificati di malattia!
Insomma, il siciliano è un popolo sanissimo, anche se le spese sanitarie sono tra le più alte d'Italia.
Ma c'è una spiegazione: è che costruiamo un sacco di ospedali.
Si, si, già lo so, adesso vi state chiedendo: "Ma se siete così sani, a che vi servono gli ospedali?"
A niente, ci servono, e infatti non li usiamo. Però, tutti quei bei piloni di cemento...